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Cass. Civ. Sez. Unite 7.10.2010 n. 20778 - impugnazione diniego rateizzazione debito per imposte o tasse giurisdizione Stampa E-mail
Venerdì 15 Ottobre 2010 19:01

a cura dell’Avv. Marina Pietropoli

Cassazione civile  sez. un. 07 ottobre 2010  n. 20778

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                  
                        SEZIONI UNITE CIVILI                        
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           
Dott. VITTORIA           Paolo          -  Primo Presidente f.f.  - 
Dott. PAPA               Enrico         -  Presidente di Sezione  - 
Dott. PROTO              Vincenzo       -  Presidente di Sezione  - 
Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio                    -  Consigliere  - 
Dott. RORDORF            Renato                   -  Consigliere  - 
Dott. TOFFOLI            Saverio                  -  Consigliere  - 
Dott. AMOROSO            Giovanni                 -  Consigliere  - 
Dott. SPAGNA MUSSO       Bruno                    -  Consigliere  - 
Dott. TIRELLI            Francesco           -  rel. Consigliere  - 
ha pronunciato la seguente:                                         
                     ordinanza                                      
sul ricorso per regolamento di giurisdizione proposto da:
spa Equitalia E. Tr, elettivamente domiciliata in Roma, via Po n.  2,
presso lo studio dell'avv. Paolo Canonaco, rappresentata e difesa per
procura in atti dagli avv. COSENTINO ALFONSO MARIA e Marco Fiertler;
                                                       - ricorrente -
                               contro
          E.F.;
                                                         - intimato -
Udita  la relazione della causa svolta nella camera di consiglio  del
28/9/2010 dal Relatore Cons. Dott. Francesco Tirelli;
Udito l'avv. Fiertler;
Letta  la  requisitoria  del  Pubblico  Ministero,  in  persona   del
Sostituto  Procuratore Generale Dott. FEDELI  Massimo,  il  quale  ha
concluso  per  la  dichiarazione  della  giurisdizione  del   giudice
amministrativo;
La Corte:
                

FATTO E DIRITTO

rilevato che con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza, E.F. ha impugnato il provvedimento con il quale la spa Equitalia E. Tr. aveva rigettato la sua istanza di rateazione del carico tributario portato da alcune cartelle di pagamento:

che la spa Equitalia si è costituita in giudizio, eccependo in via preliminare il difetto di giurisdizione del giudice adito;

che successivamente, la spa Equitalia ha presentato istanza ex art. 41 c.p.c., con la quale ha sostenuto che quello attivato dall'istanza di rateazione costituiva un vero e proprio procedimento amministrativo, nell'ambito del quale la concessione della dilazione di pagamento dipendeva dal positivo esercizio di un potere squisitamente discrezionale, al cui cospetto il richiedente non vantava che un mero interesse legittimo tutelabile davanti al giudice amministrativo e non dinanzi alle Commissioni Tributarie, che in base alla legge potevano intervenire soltanto in caso di controversie in materia d'imposte o tasse e, dunque, in ipotesi totalmente diverse da quella in questione, in cui il contribuente non aveva minimamente contestato il proprio debito ed, anzi, l'aveva addirittura riconosciuto, limitandosi a richiederne una rateizzazione non qualificabile come agevolazione capace di radicare, sotto tale profilo, la giurisdizione del giudice tributario;

che l' E. non ha svolto attività difensiva, mentre il PG, che nella sua requisitoria aveva concluso per la dichiarazione della giurisdizione del giudice amministrativo, ha nella camera di consiglio modificato le sue richieste, concludendo per la dichiarazione della giurisdizione delle Commissioni Tributarie; che così riassunte le posizioni delle parti, giova rammentare che ponendosi sulla stessa linea di C. Cass. SU 2010/7612, queste Sezioni Unite hanno ulteriormente ribadito, con sentenza n 2010/15647, che in base all'art. 19 del DPR n. 602/1973 e succ. mod., il contribuente che versi in temporanea condizione di obiettiva difficoltà, può richiedere (un tempo all'Amministrazione e oggi) all'agente della riscossione la ripartizione del pagamento in più rate mensili;

che trattasi, all'evidenza, di una disposizione destinata a venire incontro alle necessità del debitore, per il quale rappresenta quindi un' "agevolazione", che anche nel linguaggio comune ha, per l'appunto, il significato di aiuto, favore, facilitazione;

che a seguito della riforma di cui alla L. n. 448 del 2001, art. 12, la giurisdizione tributaria si estende ormai a qualunque controversia in materia d'imposte e tasse che non attenga al momento della esecuzione in senso stretto o alla restituzione di somme per le quali non residui più alcuna questione sull'an, il quantum o le modalità di esecuzione del rimborso (C. Cass. 2002/10725, 2005/14331 e 2008/19505); che implicando pur essa una questione sulla spettanza o meno di un'agevolazione attinente alla fase della riscossione precedente a quella dell'esecuzione vera e propria, anche l'impugnazione del diniego di rateazione di un debito per imposte o tasse introduce, perciò, una controversia di carattere tributario devoluta, come le altre in materia, alla giurisdizione delle Commissioni Provinciali e Regionali;

che trattandosi di considerazioni che il Collegio condivide e ribadisce, va pertanto confermato che la causa contro il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateizzazione di un debito avente, come nella specie, natura tributaria rientra nella giurisdizione delle Commissioni Tributarie, a nulla rilevando che la decisione su tale istanza debba essere assunta in base a considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse;

che non occorre provvedere sulle spese, stante il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell' E..

P.Q.M.

La Corte, a Sezioni Unite, pronunciando sul ricorso, dichiara la giurisdizione delle Commissioni Tributarie.

Così deciso in Roma, il 28 settembre 2010.

Depositato in Cancelleria il 7 ottobre 2010

 

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